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Ancora credo [quanto basta]Credo, che punti di vista differenti siano, possano essere, punti d' incontro.
Ancora credo, che a volte, le parole
siano fonte di malintesi,
che i silenzi dicano più delle parole,
ma che una parola non detta per
timore di esprimersi, sia solo una fuga;
una fuga da una non vittoria, solo rimandata.
E ancora voglio credere,
che chi non trovi il tempo
di lasciare
scivolare i pensieri come una profumata pioggia,
non abbia ancora imparato il diritto a prendersi la vita,
invece di pagarne solo il prezzo.
Credo che si possa fare ciò che si vuole,
senza mai lasciarsi ingabbiare dall'etichette.
E ancora credo nei sorrisi della gente.
E poi ancora, non voglio stancarmi di credere..
-confusion the waitress-
"She said you can do anything you want.
She said you can be with anyone. She said you can go anywhere you want She said. She said you can say anything you need. She said you can be anywhere you feel. She said just pick up the phone. (confusion the waitress.) She said dont go dark on me again. She said. She said the silence in the silence I see you my confidence She said. She said loophole how are you. She said oh no once again the superstar. She said he loves you but can you name me his children. She said oh the God you lost again. She said the colour of your boyfriend. She said get out of bed. answer the phone. She said in the belly of st pauls again. She said goodyear rubber man. She said Im smiling with the sun. She said two years is a small price. She said loophole. how are you. She said once again the superstar. She said look at the size of it. She said. She said you can do anything you want. She said you can be with anyone. She said you can go anywhere you want She said. She said you can say anything you need. She said you can be anywhere you feel. She said just pick up the phone." underworld
3° MEMORIAL "GIOVANNI ALBANO"3° MEMORIAL ALBANO
Domenica 9 settembre alle ore 18.30 presso il palasport Taroni di Collegno (Str. Antica di Rivoli 21) ci sarà il terzo Memorial Giovanni Albano fra l'Auxilium Basket Torino e la Fulgor Omegna. L'ingresso sarà a offerta libera e l'intero incasso sarà devoluto all'Associazione ONLUS "Amici di Valentina" dedicata a promuovere la conoscenza della malattia e migliorare le condizioni di vita dei soggetti affetti da Atassia-Telangiectasia (www.atassia-telangiectasia.it). Sarà l'occasione per vedere la prima uscita ufficiale di entrambe le formazioni, la Fulgor Omegna che per il secondo anno consecutivo parteciperà al campionato nazionale di B1 e la neonata Auxilium Torino sorta dalla fusione avvenuta questa estate con la Reale Ginnastica. Vi aspettiamo numerosi.
a song for any season Si cambia valigia e si parte o meglio si riparte, stranamente sono in ritardo, ma l'importante è esserci, Κρήτη sto arrivando.. Vietato VietareUbriaco al volante: nessuna sanzione
Un buco nel decreto consente a chi viene sorpreso di farla franca. E' già successo a Torino
ALBERTO GAINO
TORINO
Il decreto legge varato per colpire con più efficacia gli ubriachi al volante rischia l’effetto opposto: è sufficiente che l’automobilista non riesca a gonfiare i due palloncini necessari a quantificare il suo tasso alcolemico o finga di non riuscirvi perché la magistratura non possa punirlo. Il primo caso torinese è di una solarità disarmante: 4 agosto, si applicano finalmente le nuove norme, i vigili urbani bloccano un ventisettenne al volante; sono le 4.40 e il giovanotto non si oppone al test del palloncino. Vi soffia dentro una prima volta. Tasso alcolemico altissimo: 1,6 grammi per litro, molto al di sopra del massimo consentito.
Il giovanotto dovrebbe essere la prima «vittima» del severo decreto legge: condanna sino a 6 mesi di carcere, ammenda sino a 6 mila euro (sostituibili entrambe con attività sociale utile e gratuita) e ritiro della patente anche per 2 anni. Invece non accadrà nulla di tutto ciò. Troppo ubriaco, 8 minuti dopo il primo test, l’automobilista non è riuscito a ripeterlo. Vani pure i due successivi tentativi dei vigili urbani. Si fa il verbale e ieri in procura si è preso atto che, senza l’«accertamento tecnico completo», non si può fare nulla. Dal comando della polizia stradale telefonano per avere chiarimenti. Un magistrato spiega che con le vecchie norme bastava accertare lo stato di ubriachezza: «Il palloncino non era indispensabile, adesso sì. Prima con la sintomatologia - l’alito vinoso, l’atteggiamento barcollante, l’eloquio sconnesso - si poteva dimostrare ugualmente la violazione e punire l’automobilista. Ora, fissate tre soglie di tasso alcolemico con relativa graduazione delle sanzioni penali e amministrative, si deve necessariamente accertare la quantità di alcol nel sangue delle persone sottoposte a controllo». Caso successivo, del 5 agosto: i vigili urbani fermano un automobilista in «evidente condizione di alterazione: forte alito vinoso, eccessiva e sconnessa loquacità, stato confusionale». Prima del 4 agosto sarebbe stato loro sufficiente darne atto nel rapporto alla procura. Ora, invece, si deve passare per il test ripetuto del palloncino. L’automobilista si rifiuta. «Verrà comunque punito ma con una sanzione amministrativa di 2.500-10.000 euro e la sospensione della patente sino a 2 anni. Ma niente condanna penale. Chi fingerà di non riuscire a fare il test non avrà nemmeno quelle». Le incongruenze non finiscono qui. Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello a un convegno sulla sicurezza ha richiamato l’attenzione su un’altra misura legislativa: «Con l’intesa del 2006 fra Stato e Regioni si è data attuazione a una legge di cinque anni prima, secondo cui i lavoratori con mansioni particolarmente delicate ai fini della sicurezza, loro e di altri, non possano assumere bevande alcoliche. Sono passibili di controlli da parte del medico di fabbrica o dell’Azienda sanitaria locale e sanzionabili anche penalmente, oltre che con provvedimenti disciplinari. Sono state individuate quattordici attività a rischio, fra cui quelle sanitarie e del trasporto». Risponderebbe della medesima violazione anche chi somministrasse loro, nelle mense aziendali, bevande alcoliche: rigore assoluto. Lo stesso che si pretenderebbe, a maggior ragione, per chi guidasse un’auto o un automezzo più pesante sotto l’effetto di stupefacenti. Quando ci fu la sciagura di Vercelli, lo scorso maggio - 2 bambini morti e 21 feriti nel ribaltamento di un autobus - si scoprì che il conducente aveva fumato «erba» e fu un coro unico: «Ci vuole una legge per imporre controlli preventivi». Guariniello: «C’è, ed è del 1990, ma da diciassette anni aspettiamo il decreto interministeriale per attuarlo. Il datore di lavoro che disponesse quei tipi di controllo, sinora incorrerebbe in un reato. Com’è accaduto». Fate un pò voi....
vieni a vedere"La sera in cui quest'uomo ha rubato al destino qualche ora di piacere, cullato nella sua digestione, dimentico, per quanto è possibile, del passato, contento del presente e rassegnato all'avvenire, inebriato del suo sangue freddo e del suo dandysmo, orgoglioso di non raggiungere la bassezza di coloro che passano, dice a se stesso, contemplando il fumo del sigaro: - Che m'importa dove vadano queste coscienze? -."
Charles Baudelaire
Eh si, lui ne sapeva...o forse..
Per essere immensi ci vuole così poco, persone non ci riescono nemmeno in tutta la vita, che ricordiamo bene, non tutto è per tutti.. p.s. "Vedo ciò che è migliore, lo approvo, ma seguo ciò che è peggiore"
Ovidio ;-)"Il nostro stato emotivo è l'estasi. Il nostro nutrimento è l'amore. La nostra dipendenza è la tecnologia. La nostra religione è la musica. La nostra moneta è la conoscenza. La nostra politica è nessuna. La nostra società è un'utopia che sappiamo non sarà mai. Potete odiarci. Potete ignorarci. Potete non capirci. Potete essere inconsapevoli della nostra esistenza. Possiamo solo sperare che non ci giudichiate, perché noi non vi giudicheremo mai. Non siamo criminali. Non siamo disillusi. Non siamo dipendenti dalla droga. Non siamo dei bambini inconsapevoli. Noi siamo un villaggio tribale, globale, di massa, che non dipende dalla legge fatta dall'uomo, dallo spazio e dal tempo stesso. Noi siamo un'unità. L'unità. Noi siamo stati plasmati dal suono. Da molto lontano, il temporalesco, echeggiante e smorzato battito era simile a quello del cuore di una madre che tranquillizza un bambino nel suo ventre di acciaio, calcestruzzo e fili elettrici. Noi siamo stati allevati in questo ventre, e qui, nel calore, nell'umidità e nell'oscurità di esso, siamo giunti ad accettare che siamo tutti uguali. Non solo per l'oscurità e per noi stessi, ma per la vera musica che batte dentro di noi e passa attraverso le nostre anime: siamo tutti uguali. E attorno ai 35Hz possiamo sentire la mano di un dio sul nostro dorso, che ci spinge avanti, ci spinge a spingere noi stessi a rinforzare il nostro pensiero, il nostro corpo e il nostro spirito. Ci spinge a girarsi verso la persona vicino a noi per stringere le mani e sollevarle, condividendo la gioia incontrollabile che proviamo creando questo magico cerchio che può, almeno per una notte, proteggerci dagli orrori, dalle atrocità e dall'inquinamento del mondo che sta di fuori. È in questo preciso momento, con queste premesse, che ognuno di noi è veramente nato. Continuiamo ad ammassare i nostri corpi nei clubs, nei depositi e negli edifici che voi avete abbandonato e lasciato senza alcuna ragione, e gli riportiamo vita per una notte. Una vita forte, deflagrante, che pulsa, nella sua più pura, più intensa, nella più edonistica forma. In questi spazi improvvisati, noi cerchiamo di liberarci dal peso dell'incertezza di un futuro che voi non siete stati capaci di stabilizzare e assicurarci. Noi cerchiamo di abbandonare le nostre inibizioni, e liberarci dalle manette e dalle restrizioni che avete messo in noi per la pace del vostro pensiero. Noi cerchiamo di riscrivere il programma che avete cercato di indottrinarci sin dal primo momento che siamo nati. Programma che dice di odiarci, di giudicarci, di rifugiarci nella più vicina e conveniente tana. Programma che dice persino di salire le scale per voi, saltare attraverso i cerchi e correre attraverso labirinti su ruote per criceti. Programma che ci dice di cibarci dal brillante cucchiaio d'argento col quale tentate di nutrirci, anziché lasciare che ci nutriamo da soli, con le nostre stesse mani capaci. Programma che ci dice di chiudere le nostre menti, invece di aprirle. Fino a quando il sole sorgerà per bruciare i nostri occhi rivelando la realtà del mondo che avete creato per noi, noi balleremo fieramente con i nostri fratelli e sorelle, celebrando la nostra vita, la nostra cultura, e i valori in cui più crediamo: pace, amore, libertà, tolleranza, unità, armonia, espressione, responsabilità e rispetto. Il nostro nemico è l'ignoranza. La nostra arma l'informazione. Il nostro crimine è violare e sfidare qualsiasi legge che voi sentite aver bisogno di utilizzare per porre fine all'atto di celebrare la nostra esistenza. Ma ricordate che mentre potete fermare un qualsiasi party, in una qualsiasi notte, in un qualsiasi città, in una qualsiasi nazione o continente di questo magnifico pianeta, non riuscirete mai spegnere il party intero. Non avete accesso a questo interruttore, non importa quello che pensate. La musica non si fermerà mai. Il battito del cuore non si spegnerà mai. Il party non finirà mai."
Tratto da Rave Or Die 3/4Un applauso a "solo" 3/4 di stile per qualche ritardo..
(elogio dovuto al Tom delle valli olimpiche)
Alcune volte, col poco che si ha bisogna trovare pure il superfluo,
Alcune volte, facendo due passi bisogna raggiungere l'orizzonte,
Alcune volte, più semplicemente, mi domando,
se abbia più coraggio chi va o chi resta,
O chi vinca o chi semplicemente perda, solo per l'avarizia di un sorriso oggi e di un'emozione domani
Al lettore incautoMENTRE LEGGI NON PENSARE A CIò CHE STO CERCANDO DI DIRE,
MA A CIò, CHE QUELLO CHE LEGGI,
TI DICE A TE. davvero,davvero..Solo un GRAZIE: per tutte le volte che abbiamo splendenti frasi, ma non una sola spenta parola per dire ciò che è stato importante e che ora è. Offuscato solo dal tempo che stringe esclusivamente nodi, di angoli non levigati, di sogni non ascoltati, oggi assopiti, senza sonno. Ancora un grazie nell'attesa che il giorno sciolga la notte..con la speranza che ciò non sia: insostenibili parole date dalla leggerezza dell'essere... United Invaders: leggete e diffondete il più possibile!!!United Invaders e' un progetto che vede la collaborazione tra 4 soundsystems (Undergroundsystem, Zapotek, Sgnarl e.v., Space Invaders). lunedi 28 maggio 2007 al termine della festa fatta a Tarquinia e' stato sequestrato meta’ sound United Invaders, un camion con generatore da 40kw, un furgone con il resto del bar, camion, patenti e soundsystem di alcuni ragazzi dei latitanz presenti alla festa e svariate denuncie..
keep the spirit alive and fuck the repression we are not criminals, just music addicted.
http://pigui.altervista.org/
equinoisy___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ mIMESI
le chiameremo per quel che sono
non per quello che vorremmo,
quello che vorremmo che fossero,
perchè i condizionali son belli,
ma il bello è sempre stato,
basta poco
quel poco che è abbastanza
piccole attenzioni
per aver cura,
cura di ciò che è importante
e che ci rende importanti,
senza domande
non perchè le domande siano indiscrete
le domande non lo sono mai,
solo le risposte indiscrete lo sono,
e le parole indiscrete faticano a farsi chiamare,
una fatica che qualcosa non costruisce:
è fatica sprecata,
tempo che passa
tempo che nulla ci lascia
nulla colmo di vuoto
e il vuoto da valore al tempo, difficilmente,
già alcune volte è difficile avere,
avere ciò che ci dona un sorriso
e ci trascina nei notri sogni,
ci trascina senza necessità,
la necessità di staccarci dalla realtà
perchè staccarci dalla realtà
tocca a noi, se siamo toccati,
la realtà che ci spinge a fare tutto
per poi scoprire che niente abbiamo fatto;
Ed ora proviamo, solo,
a chiamare le cose con il loro nome,
diamo un giusto valore al nostro tempo,
solo per noi,
solo per un nostro mondo,
un mondo perfetto prima della caduta
per chi cade, non per timore,
ma per vedere le cose,
le cose che ci circondano
vederle in maniera diversa,
semplicemente un nuovo punto di vista,
per comprendere,
ciò che non capiamo di aver perso,
ma che non abbiamo,
non abbiamo ancora ritrovato.
"E abbassa la musica, per favore, perchè i raver dall'altra parte della strada han bisogno di sonno per la loro bellezza." J.King
° 14/07/2006When the night has come
And the land is dark
And the moon is the only light we'll see,
I won't be afraid
Just as long as you stand by me.
Ben E. King ....assenzio?!?!? + mMazziHO CAPITO...
Ho capito che è più difficile chiedere che rispondere e che spesso è più difficile rispondere che fare una domanda.
Ho capito che tutti capiscono e pochi comprendono, che tutti parlano e pochi dicono, che molti sentono e pochi ascoltano, che molti guardano e pochi osservano.
Ho capito che spesso si corre senza muoversi di un solo metro.
Ho capito che a volte le debolezze sono punti di forza, che i difetti possono essere grandi pregi e che tornare sui propri passi è sinonimo di intelligenza e non di sconfitta.
Ho capito che si mangia più per noia che per fame, che si beve più per disperazione che per sete, che i silenzi dicono più delle parole, che posso essere chiunque voglia, l'importante è che sia ciò voglio e non quel che vogliono gli altri.
Ho capito che il "...tanto è sempre stato così..." produce masse senza stile e forma, non menti libere.
Ho capito che aver fatto il proprio tempo non significa aver finito, ma iniziare a mettere la propria esperienza a disposizione degli altri.
Ho capito che se di fronte ad una sciagura, una persona sorride, significa che sa già a chi dare la colpa, che la mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente e che chi pecora si fa lupo la mangia.
Ho sentito dire che la sofferenza tocca i punti della mente e dell'anima in cui uno non è maturo.
Ho capito che la sofferenza migliora.
A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore, a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse, a chi spegne la TV per fare due chiacchere, a chi ha l'entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo, a chi non aspetta Natale per essere migliore. |
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